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 STORIA
Consultando il Dizionario dei Comuni e delle frazioni d’Italia, è possibile constatare che non esiste in tutto il territorio della Repubblica un altro centro abitato che si chiami Felino.
Sulle derivazioni di questo nome i pareri sono diversi e discordi.
Alcuni infatti ritengono non essere fuori luogo supporre una derivazione da “figulinus”, o “figlinus”, o “figlinus exercère”, accostando alla considerazione della esistenza in questo territorio di una lavorazione e cottura di certa terra argillosa per fabbricazione di laterizi.
Altri ritengono che Felino derivi da “Filinum”, ovvero dal nome di coloro che qui ottennero in assegnazione la propria parte di agro nella distribuzione delle terre emiliane operata dai Romani, tra il 190 e il 183 a.C. dopo averle tolte ai Liguri.
I primi insediamenti umani organizzati nella zona risalgono tuttavia ad un’epoca anteriore a quella romana, infatti scavi avvenuti in località Monte Leoni (Barbiano) hanno portato alla luce un’antica abitazione, che è la prima casa datata sicuramente delle terramare della Provincia di Parma, fornita di vasellame e oggetti in bronzo.
Di età romana è invece la villa rustica, scoperta casualmente nell’estate del 1981 durante alcuni lavori per una lottizzazione artigianale, che dovrebbe risalire ai secoli tra il I a.C. e il IV d.C.
Inserita nel sistema di centuriazione la villa rappresentava una realtà economicamente autosufficiente dotata di funzione sia agricola che abitativa. Si ritiene che gli ambienti esplorati sino ad oggi ap- partenessero alla “pars rustica” ovvero quella parte della casa povera, adibita alla produzione, contrapposta alla “pars urbana” (riservata al proprietario del fundus) che comprendeva, oltre ai depositi, le stalle, le aree per la tra- sformazione, le infrastrutture per il rifornimento idrico e i miseri alloggi per i servi.
Le testimonianze ritrovate forniscono un importante contributo per gli studi sul fenomeno di popolamento sparso che, in età romana, ca- ratterizzava il territorio attraverso la presenza di insediamenti agricoli autosufficienti.
L’importanza di Felino in epoca medievale è testimoniata dalla presenza dell’omonimo castello. La “corte” di Felino è già citata nell’863 in un documento d’investitura dell’imperatore Lodovico II.
La storia del feudo e del castello è tuttavia chiaramente documentata dal 1186, quando l’imperatore Federico Barbarossa ne investe la famiglia Ruggeri.
Tra il 1300 e il 1400 viene inserito nel sistema difensivo della famiglia Rossi, nuovi feudatari del maniero, che lo terrà per un centinaio di anni. Alla rovina dei Rossi il castello passò agli Sforza, ai Francesi (1499) e a Pietro di Rohan, ai fratelli Pallavicino e successivamente agli Sforza di Santa Fiora e ai conti Masi (1598).
Nel 1612 il castello entrò a far parte della proprietà della camera ducale farnesiana e sarà utilizzato dai Farnese prima e dai Borbone poi, come bene per ricompensare funzionari al loro servizio.
Alla fine del Settecento passò alla Mensa Vescovile; nel 1935 alla famiglia Brian e negli anni Settanta alla famiglia Pianzola e ai conti Del Bono.
Nel 1974 è stato acquistato dal Sig. Alessandrini. La costituzione del comune di Felino come autonomo risale al 1806, nel periodo napoleoni- co, e sino al 1814 Felino rientrò nel Dipartimento del Taro; inoltre fino a quell’anno gli atti di stato civile vennero redatti in lingua francese e solo successivamente furono scritti in italiano.
Durante il governo di Maria Luigia e successivamente dei Borbone il comune fu governato dal Consiglio degli Anziani, presieduto dal Podestà.
Il 28 luglio 1859 i Notabili del comune e il Consiglio stesso decisero di dichiarare la loro sudditanza al Re Sabaudo Vittorio Emanuele II.
Le Amministrazioni e le iniziative private hanno contribuito, a partire dai primissimi anni del 1900, alla trasformazione del paese, dando il via a quella serie di interventi urbanistico-edilizi che danno a Felino ed alle sue frazioni il volto attuale. Inoltre la grande tradizione agricola e di trasformazione e conservazione della zona, ha favorito il suo affermarsi come polo industriale per la lavorazione delle carni e degli insaccati.
Il Comune di Felino ha iniziato dall’agosto 1996 ad avere contatti con il Comune di Cumières (Francia), affinché tra le comunità dei rispettivi paesi si possano avere intensi scam- bi economici culturali e turistici.

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