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 Gli Edifici Medievali
Castello di Felino
La presenza nel territorio di Felino di un "castrum" è chiaramente documentata solo dal XII sec. (1140). Nel 1186 Guido dei Ruggeri ricevette l'investitura imperiale di Federico Barbarossa sulla "terra di Felino" con relative prerogative beneficiarie. Nel 1325 un esercito ghibellino devastò il territorio del paese, ma Buonaccorso Ruggeri resistette alI' assedio della fortezza; lo stesso, fautore della famiglia dei Rossi signori di Parma, diede in sposa la figlia Agnese a Jacopo Rossi e la costituì erede del feudo e del Castello di Felino.
La fortezza rimase nelle mani dei Rossi fino al 1483 e fu coinvolta nelle tormentate vicissitudini politico-militari della casata nel quadro dei conflitti signorili del Quattrocento italiano. Significativa la presenza dei Pallavicino fino al 1540, cui seguirono nel corso dei secoli ancora gli Sforza (dopo la breve parentesi di Ludovico il Moro), i conti Masi, la Camera ducale, i Rho, i Lampugnani, il ministro Du Tillot per giungere nel 1774 all'annessione alla mensa vescovile fino al 1935. Dalla famiglia Brian fu ceduto nel dopoguerra ai Del Bono, è attualmente di proprietà della famiglia Alessandrini. Sino a qualche anno fa il Castello era ridotto in pratica a casa colonica con mura sbrecciate e sgretolate in più parti e conserva tuttora intorno al terrapieno delimitante il fossato, brandelli della cinta fortificata esterna che Ludovico il Moro fece distruggere nel 1483. Il castell0 è stato recentemente ristrutturato.

Orario di apertura: visite guidate dalle ore 11.00 alle ore 13.00
- dalle 17 alle 19 il sabato e festivi
- dal 31 marzo al 30 dicembre
- con prenotazione negli altri mesi.
Servizio bar e ristorante.
Ingresso (visite guidate): L. 10.000 intero;
L. 7.000 ridotto
Card del Ducato e gruppi;
L: 5.000 scolaresche.

Informazioni: tel. +39 0521 336020 - 272717
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e-mail: info@piuhotels.com

Il Torrione (Via Verdi)
Antico e caratterIstico fabbricato risalente al sec. XIV, già di proprietà del conte Federico Caumont-Caimi, dal 1950 passato alla famiglia Adorni. Costruito in pietra fluviale è ritenuto un avamposto del Castello. Degna di nota è la bifora sullato sud, sia pure in parte manomessa nella colonnetta centrale. Gabella del Sale (Via Matteotti) Databile al secolo XIV, ebbe probabilmente funzioni di stazione daziaria oppure di posto di guardia. Tre sono le stanze che si sovrappongono e al piano terra la pavimentazione a ciottoli appare tuttora integra. Fece parte di un gruppo di torri assai vicine l 'una
all' altra ora andate distrutte. Su via Matteotti un arco a tutto sesto, ora cieco, ed una finestrella al sottotetto attualmente semichiusa, ma interessante per il davanzale in arenaria fortemente sporgente, è quanto rimane della primitiva costruzione. La famiglia Cavalieri è attualmente proprietaria dell'edificio.

Farmacia Bracchi (Via Carducci)
Forse un primo nucleo era già esistente tra XI e XII secolo e la tipologia (due immobili rustici a pianta rettangolare a pian terreno) rifletteva i caratteri tipici dell'epoca, ancora riscontrabili in centri rurali appenninici. In una seconda fase (fine XIV secolo) si ebbe l'accorpamento dei due nuclei; alla fine del' 500 (terza fase) si registra un assetto e un ampliamento; ulteriori modifiche si ebbero alla fine del XVIII secolo con chiarificazione delle tradizionali funzioni artigianali - commerciali dei locali di piano terra. Particolarmente significativo l'intervento di recupero, sensibile alla rivalutazione dell'antica struttura e nell'accorto inserimento di moderni materiali nella stessa pur cambiando la destinazione degli ambienti. Casermone (Via Molino) La torre centrale dell'edificio è databile al sec. XIV ma nulla si sa delle sue origini. E' presumibile si trattasse di un posto di guardia. Negli ultimi decenni fu proprietà dei fratelli Branchi i cui eredi lo cedettero con annessa villa e podere a Luigi Bocchialini. Attualmente è di proprietà dei fratelli Ughi che l'hanno trasformata in elegante residenza.


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